Quante volte, ho sentito questa frase: “ mi piacciono molto i cani, ma non ne adotto uno perché non ho il giardino …” . Ogni volta che la sento il primo pensiero è sempre lo stesso: “meno male, un cane infelice in meno…”. Sorpresi dalla mia reazione? Non dovreste … ecco perché:

Chiediamoci in primo luogo, cosa rende davvero felice un cane; a parte la soddisfazione dei bisogni primari, ovvero la libertà dalla fame e dalla sete, dal freddo, dalla malattia e dal dolore, il bisogno più trascurato in assoluto è quello “sociale”.

E’ fondamentale sapere che quello sociale è per il cane un bisogno primario, importante da soddisfare tanto quanto la fame e la sete, e che trascurarlo significa condannarlo ad una vita infelice e creargli problemi comportamentali anche gravi. Per un cane, socializzare significa “entrare in relazione con il mondo”, fondamentalmente costituito, oltre dal nucleo famigliare, da altri cani, persone, luoghi. Il giardino spesso rappresenta la negazione non di uno, ma di tutti e tre questi diversi ambiti. Ancora mi sorprendo a constatare come i proprietari di cani lasciati sempre soli in giardino, siano sorpresi dalle reazioni di aggressività o remissività dei loro cani quando escono, magari una volta alla settimana, in passeggiata… Chissà per quale oscura ragione se è normale capire queste reazioni da parte di un uomo a lungo chiuso in cella di isolamento, le stesse considerazioni non debbano valere anche per un cane, tenuto, di fatto, nelle medesime condizioni.

Quindi la frase “non lo prendo perché non ho il giardino”, tipicamente nasconde due verità; la prima l’ignoranza (da ignorare, ovvero non conoscere) dei bisogni del nostro peloso amico, la seconda, peggiore, la mancanza di quello che dovrebbe essere un presupposto fondamentale di ogni adozione: avere tempo e voglia di portare fuori il cane 3 volte al giorno tutti i giorni, di educarlo al rispetto degli altri (cani e persone), e di pulire più spesso casa.

Fatevi pertanto un esame di coscienza per il vostro bene e per quello del cane; per la mancanza di conoscenza basta consultare un educatore cinofilo e/o libri di testo e armarsi di un pò di buona volontà, per la seconda se non avete le risorse sopra descritte (tempo, voglia e pazienza) lasciate perdere, adottare un cane non fa per voi (e nemmeno per lui). A chi infine viene voglia di obiettare “meglio il cane nel mio giardino che in un canile” pur riconoscendone una parte di verità, rispondo che “una galera più grande e confortevole resta sempre una galera”; il presupposto per chi ama davvero è pensare sempre al meglio e non al “meno peggio”, come facciamo in altre circostanze.

Concludendo, quindi, se volete adottare un cane preoccupatevi di capire se e quanto tempo, e non spazio, passerete con lui, e se davvero avete intenzione di farlo diventare parte della vostra famiglia; da parte mia posso garantirvi che gli innegabili impegni che dà gestire quotidianamente un cane, sono abbondantemente ripagati dal suo amore e dedizione, che ahimè diventano ancora più forti, quando, presto o tardi, si prova l’enorme vuoto che lascia la loro assenza.

a cura di Davide Calcatelli educatore cinofilo - Canabile – http://www.canabile.it/

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