Il buon addestramento non è fatto di soli comandi e di tecniche per eseguirli; è basato sopratutto sulle emozioni del cane e del proprietario e sulla relazione che si instaura tra i due. Chi decide di avvalersi di un educatore cinofilo (comunemente chiamato addestratore) è spesso convinto che un buon addestramento dipenda dagli strumenti di educazione utilizzati (tipo di collare/pettorina/ guinzaglio etc.) e dall’applicazione di determinate tecniche di educazione (come dare un comando, con che velocità, postura etc.).

In realtà strumenti e tecniche si rivelano inefficaci se prima non si lavora sulle emozioni di cane e proprietario, e sull’empatia (il “sentirsi sentiti”) che deve crearsi tra i due. Ogni relazione si basa sulla reciproca fiducia (nelle proprie e nelle altrui capacità) che è proporzionata alla comprensione e alla soddisfazione dei reciproci bisogni, che devono venire prima della scelta di strumenti o dell’applicazione di tecniche.

Il cane, infatti, è un animale sociale molto empatico (capace di sentire e capire le emozioni altrui), con il quale non è sufficiente soddisfare i bisogni fisiologici (mangiare, bere, riposarsi) ma è soprattutto necessario appagarne le esigenze emotive e sociali (interazioni con altri cani, persone e ambienti).

Ecco quindi che un buon addestramento dovrebbe, nell’ordine:

-       Insegnare ai proprietari quali sono i meccanismi di base che regolano la mente del cane, in modo da poterli applicare alle varie situazioni. Una volta compresi i principi, il resto è mera applicazione della tecnica, che migliora con l’esercizio. In questo modo inoltre i proprietari si renderanno gradualmente autonomi nella risoluzione di eventuali nuove criticità al termine del percorso educativo.

-       Spiegare quali sono e come soddisfare i bisogni primari del quadrupede, con particolare attenzione a quelli sociali e d’interazione con i suoi simili, le persone e gli ambienti. La soddisfazione di questi bisogni è alla base della serenità del cane e della sua famiglia per la felicità di entrambi.

-       Creare e instaurare fiducia reciproca; il conduttore imparerà gradualmente a fidarsi del cane (ad esempio liberandolo dal guinzaglio e lasciandolo interagire con gli altri cani) e il cane a fidarsi del suo conduttore, riconoscendolo come guida autorevole e accettando di buon grado le richieste (ad esempio tornando al richiamo).

- Insegnare tecniche che permettano al cane di imparare a controllare le sue emozioni e i suoi istinti, attraverso i comandi di controllo (seduto, terra, resta etc.) così da permettere al proprietario di gestirlo in svariate situazioni e portarlo sempre con sè.


a cura di Davide Calcatelli educatore cinofilo - Canabile – http://www.canabile.it/

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