Abbiamo parlato della pet therapy lo scorso mese... ma quali sono gli obiettivi? Quando è meglio non farla?

Gli obiettivi possono essere di vario tipo:

  • fisici: miglioramento di abilità motorie, su sedia a rotelle e delle condizioni di equilibrio;
  • di salute mentale: incremento delle interazioni verbali, delle capacità di attenzione, delle abilità ricreative, dell’autostima, riduzione dell’ansia e del vissuto di solitudine;
  • educativi: ampliamento del vocabolario, potenziamento della memoria a breve e a lungo termine, maggiore padronanza di concetti come taglia, colore, ecc.;
  • motivazionali: stimolazione della partecipazione ad attività di gruppo e alle interazioni con gli altri.
I meccanismi fondamentali d’azione dell’intervento sono:
- Il rapporto uomo-animale affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco.

- La comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, simile a quello che le madri utilizzano con i loro bambini, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta. Inoltre, data l’incapacità dell’animale di valutare, correggere, contraddire le affermazioni dell’uomo, la comunicazione che deriva tende ad essere più spontanea, meno vincolata al timore di essere giudicati, quindi, la relazione che si instaura è meno stressante. Questo non toglie, tuttavia, che la comunicazione uomo-animale non sia altrettanto ricca quanto quella tra esseri umani, in quanto fa uso di un’ampia gamma di segnali non verbali.

- La stimolazione mentale: che si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;
- Il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza.
- L’elemento ludico, cioè il gioco e il divertimento, che portano benefici psicosomatici. Questo comportamento è tipico dei cani, anche adulti, e dei gatti. Il gioco consente di rinforzare i legami, di stimolare i contatti fisici e le risate. Le persone, tramite esso, possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma. Il dialogo uomo-animale che si viene a creare è basato principalmente sulla gestualità e il tatto.
- La facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di interazione con altre persone, in quanto può rappresentare l’oggetto di una conversazione.
- La responsabilità: il legame uomo-animale si basa principalmente sulle emozioni che, a loro volta, favoriscono la crescita psicologica, la consapevolezza e l’assunzione delle proprie responsabilità, che, naturalmente, saranno proporzionali alla propria età e alle proprie possibilità, come nel caso dei bambini, che dovranno necessariamente essere affiancati dai genitori, nella cura di un eventuale animale che andrà a convivere con loro.
- L’attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno essere trasferiti, in seguito, ad altri individui.
- L’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;

 Coloro a cui le TAA possono arrecare dei benefici, in affiancamento ad altre forme di terapia, sono:

  • persone con difficoltà relazionali;
  • persone in stato confusionale, ad esempio, affette da morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, demenza, schizofrenia, ictus;
  • persone con disordini dello sviluppo quali: sindrome di Down, sindrome fetale da alcool, paralisi cerebrale, autismo, iperattività, deficit da attenzione;
  • persone con disabilità fisiche quali: morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, distrofia muscolare, ictus, spina bifida;
  • persone con difficoltà di parola legate, ad esempio a: sclerosi multipla, disordini dello sviluppo, ictus, problemi di udito, depressione, paralisi cerebrale;
  • persone con problemi di udito, che può indurre un forte senso di isolamento;
  • persone con problemi di vista, nelle quali alcune modalità sensoriali, quali udito e tatto, risultano maggiormente sviluppati, per compensazione;
  • persone con disturbi psichiatrici, quali: depressione reattiva e/o endogena, schizofrenia, disordini alimentari, disturbi di personalità;
  • individui che hanno subito deprivazioni sensoriali;
  • malati terminali;
  • bambini;
  • anziani.

… Ma non per…

Le TAA non sono consigliabili:

  • nel caso di persone che non sono in grado di prendersi cura di altri esseri viventi, a causa delle loro condizioni psicofisiche;
  • quando la presenza di animale induce la competizione all’interno di un gruppo;
  • quando gli utenti tendono a comportarsi in modo molto possessivo nei confronti dell’animale;
  • per persone con ferite aperte o affetti da deficit del sistema immunitario;
  • per persone con disturbi psichiatrici che li porta ad essere violenti;
  • nel caso di fobie specifiche nei confronti degli animali;
  • in caso di ipocondria;
  • in caso di allergie.

Ad ogni modo, tuttavia, è necessario valutare la personalità sia dell’animale, sia del potenziale utente, e la patologia di quest’ultimo, in modo da favorire un adattamento reciproco.
Gli animali che possono essere coinvolti in tali interventi sono solo quelli domestici.
Ciascun animale segue un percorso di formazione che lo porta ad avere una certificazione rilasciata da una scuola riconosciuta e un lungo iter di preparazione psicofisica, che comprende:

  • requisiti sanitari, quali: vaccinazioni obbligatorie, assenza di malattie, educazione a sporcare ove permesso, adeguata spazzolatura del mantello e pulizia generale;
  • requisiti di capacità: accettazione amichevole degli estranei, accettazione delle carezze, tranquillità in mezzo alle persone, assenza di reazioni eccessive di fronte a stimoli inconsueti, distrazioni e altri animali;
  • requisiti attitudinali: in cui si valuta la presenza di abilità, capacità, disposizione e potenziale per partecipare alle AAA e TAA (ad es. reazione a carezze più o meno energiche, socievolezza, reazioni di fronte ad estranei, in mezzo alla folla).

Nel caso in cui si manifestassero segni di stress nell’animale, nel corso di un intervento, il conduttore deve essere in grado di coglierli e permettere una pausa.

All’animale devono essere garantiti adeguati periodi di riposo, non solo tra un intervento e l’altro (anche due settimane!!)), ma anche durante un singolo intervento.

L’animale deve essere protetto dal conduttore da qualsiasi forma di trattamento improprio; al limite, egli dovrà indicare all’utente il modo corretto per rivolgersi a lui.

a cura di Elisabetta Mariani educatore cinofilo - Tambra - http://www.asdtambra.it/index.html 
Infermieri a 4 zampe
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