Alla base di un buon richiamo c’è sempre una forte e corretta relazione. Infatti, uno degli aspetti principali nell’insegnamento di questo esercizio è che il cane, quando richiamato, abbia piacere a tornare verso il proprio compagno umano.  

Si comincia insegnando al cane una parola che verrà usata sempre e solo in caso di richiamo e che sarà accostata al nome; ad es.: “Amy, VIENI”. Il cane quando sente il suono del suo nome si gira verso l’interlocutore e presta attenzione (e questo è il primo risultato importante), in seguito pronunciando la parola chiave del richiamo, lo invitiamo a raggiungerci.

E’ possibile aiutare il cane indietreggiando di qualche passetto per farsi seguire e nel contempo creare un situazione piacevole e di gioco o accucciarsi senza mai fissarlo negli occhi. Ciò è importante affinché il cane non si senta a disagio. In tal caso si notano molti segnali calmanti come camminare piano, farsi piccolo, leccamento del muso, sguardo intermittente... e questo non significa che il cane è disobbediente ma sta comunicando che qualcosa non va e non è sereno nell’andare incontro al compagno umano. A tal proposito, è utile non assumere posizioni che incombono sul cane per evitare che si senta minacciato.

È meglio cominciare in luoghi tranquilli e sicuri: casa o posti recintati, senza distrazioni. Appena raggiunto un buon livello, si progredisce inserendo distrazioni e variando i luoghi. Ci si può aiutare con una lunghina; se il cane è restio a tornare al richiamo possiamo concedergli spazio e tempo per le sue attività a distanza e, con la lunghina legata alla pettorina, lo invitiamo delicatamente a tornare da noi quando è il momento. È consigliabile suggerire al cane la direzione da prendere, quindi quando sta arrivando, ci si pone con tutto il corpo verso la destinazione.

Con un po’ di costanza e coerenza, si aiuta il cane a non fare confusione perché impara che a quel comando corrisponde una determinata azione, e che tale azione poi verrà premiata con cibo, carezze, gioco ecc... Il cane tenderà a ripetere un comportamento che viene gratificato.

Una volta richiamato il cane, ci si prepara ad accoglierlo ed è importante assicurarsi di avere una postura corretta per invitarlo a raggiungerci. Non è consigliabile chiamare ripetutamente il suo nome o ripetere il comando, perché i cani sono molto più attenti al linguaggio che gli umani esprimono col corpo o col viso, sanno capire se sono arrabbiati, felici, preoccupati, ansiosi o eccitati. Bisogna essere davvero convinti di richiamare il proprio cane e invitarlo a ricongiungersi felicemente con noi magari abbassandoci verso il basso e allargando le braccia per invitarlo a venirci proprio addosso tanto da poterlo toccare, accarezzare, lodare, premiare ed in seguito, se necessario, agganciare al guinzaglio. Il cane impara a venire vicino al compagno umano e non a fermarsi a qualche centimetro, altrimenti in caso di emergenza non sarà possibile recuperarlo.

Quando il cane arriva va sempre ricompensato, si possono utilizzare dei premietti speciali utilizzati solo in fase di educazione o carezze lungo i fianchi o sotto la gola. Meglio evitare colpetti sulla testa che il cane poco gradisce. Il tono di voce da utilizzare deve essere sereno, convinto, sicuro, il cane deve sentire che ciò che ha appena fatto è stato veramente apprezzato. 

Se il cane fatica a tornare, sgridarlo o maltrattarlo non serve. Il cane apprende per associazione e se quando arriva nei pressi del suo compagno viene sgridato o addirittura picchiato, purtroppo non capirà che ciò è dovuto all’azione che ha iniziato qualche minuto prima in fase di avvicinamento, ma bensì apprende che arrivare vicino al proprietario significa ricevere qualcosa di sgradevole o essere legato subito per andare via. In seguito il cane sarà molto più restio a tornare al richiamo e si possono notare anche comportamenti differenti come l’avvicinamento a zig zag, postura abbassata, sguardo intimidito, orecchie basse, leccamento del muso, coda tra le gambe.
Arrivati a questo punto il cane ha capito solamente che il richiamo è qualcosa di decisamente sgradevole.

E’ opportuno lasciare che il cane corra, giochi, esplori, socializzi ecc... Quando viene richiamato però, è consigliabile non legarlo subito e poi andare via altrimenti capirà che il richiamo equivale all’interruzione delle sue attività preferite. Questo potrebbe essere un altro motivo per cui in seguito potrebbe tardare ad arrivare, oppure non arrivare proprio. E’ meglio anche evitare di corrergli dietro.. Bisogna evitare che il cane si senta minacciato o inibito e il padrone deve comunicare gioia, felicità, divertimento, deve essere la cosa più bella per il cane al momento del richiamo!

Servirà pazienza e molto esercizio!

a cura di Ambra Sartorio educatore cinofilo e tecnico Bambility - Ambra Sartorio Dog Trainer -https://www.facebook.com/profile.php?id=100003719130775&fref=ts

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