Nella nostra vita insegniamo al cane diverse parole: seduto, terra, zampa, ecc, ecc.

Il cane con più o meno voglia (nel secondo caso facciamoci anche qualche domanda) sente la parola e esegue l’azione che gli è stata insegnata.

Ma come lavora questo insegnamento?

Il termine chiave è CONDIZIONAMENTO: infatti si condiziona il cane a eseguire una determinata azione (tipo sedersi) quando sente una determinata parola (seduto). Il mio cane per esempio non conosce il seduto, ma conosce il “Goku come ci si mette al bar?”. Lui mi guarda e si siede subito (seguito dai sorrisi sorpresi di chi è li con noi).

Ma il condizionamento è possibile solo in maniera intenzionale? Oppure condizioniamo il cane anche senza accorgercene? E può capitare che sia invece lui a condizionare noi?

Andiamo con ordine: il condizionamento in cui insegniamo un nuovo termine al cane è detto OPERANTE: infatti l’animale impara che, eseguendo l’azione richiesta riceve un premio. Noi stiamo trattando di cani, ma in realtà questo condizionamento può essere fatto su qualsiasi animale (con più o meno difficoltà a seconda della specie).

I miei due gatti hanno imparato per esempio il seduto (cosi quando sto mangiando non mi vengono a disturbare), il twist (girare su se stessi), e qualche gioco tipo lo srotolare lo straccio pieno di premietti!!

Un altro tipo di condizionamento è quello CLASSICO. In pratica vengono associate delle risposte a degli stimoli che inizialmente non hanno alcuna importanza per l’animale.

Facciamo un esempio: tutte le volte che portiamo Fido fuori per la passeggiata gli mettiamo la pettorina (o il collare). Per le prime uscite che faremo, Fido non saprà perché gli mettiamo la pettorina. Dopo una serie di ripetizioni (se è un cane fortunato avrà 3 o più ripetizioni al giorno), il cane assocerà alla pettorina l’uscita e potrà mostrare eccitazione per l’incombente uscita!

In questo caso non abbiamo fatto niente per condizionare il cane, ma ha fatto un’associazione di eventi: pettorina equivale a uscita.

Senza accorgercene anche noi siamo condizionati dal nostro amico. Basti pensare, per chi ha un cane che non apprezza le persone che corrono, come ci comportiamo appena vediamo in lontananza un Runner. Molte volte lo vediamo noi prima del cane, per prevenire comportamenti spiacevoli del nostro fidato amico. Ma se parliamo di prevenzione, vuol dire che siamo condizionati rispetto a un corridore: infatti appena vediamo il bipede, sappiamo che comportamento avrà fido e quindi agiamo di conseguenza (per esempio accorciamo il guinzaglio, cambiamo strada, distraiamo il cane sperando che non lo veda).

Questa piccola visione del condizionamento è alla base dell’educazione e dell’addestramento del cane e aiuta a capire meglio alcuni comportamenti che notiamo quotidianamente da parte sua.

a cura di Stefano Crippa educatore cinofilo - Dog's heart - http://www.nelcuoredelcane.it/

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