Spesso approdano presso il nostro centro cinofilo famiglie con cuccioli o cuccioloni che, a volte anche dopo alcuni pregressi tentativi di educazione, esordiscono con una emblematica premessa: “Il mio cane è bravissimo, però…”.

Tale incipit presenta numerose varianti: è bravissimo in casa, ma tira al guinzaglio; ci ascolta, ma abbaia tutto il tempo quando non ci siamo; è bravo, ma con mio figlio tenta di mordere… e via di questo passo. Già da queste semplici frasi si evince un problema fondamentale: il cane viene considerato in maniera frammentaria e non nella sua unicità, ovvero si affrontano singoli problemi come se fossero completamente slegati dal contesto o dal nostro modo di rapportarci al cane a 360° gradi. Spesso diventa difficile far cambiare il punto di vista ai conduttori (es. “Come è possibile che il cane non mi ascolti perché lo coccolo troppo? Cosa c’entra?”), indurli a guardare e ad affrontare le difficoltà con nuovi occhi, ma è indispensabile se si vuole impostare un nuovo percorso educativo efficace e costruttivo.

Tale percorso non può che iniziare dalla conoscenza e dal rispetto del cane, attraverso alcune regole basilari, dei bisogni primari del cane e dal loro soddisfacimento, per giungere poi al corretto inserimento del nostro amico a quattro zampe nel nostro branco misto prima e nella società urbana, poi. E’ indispensabile considerare il cane come un unicum di corpo, mente ed emozioni nel fornire le corrette risposte ai bisogni primari del cane e mantenere una coerenza rispetto a tutti i nostri comportamenti ed atteggiamenti verso di lui, in ogni ambito della convivenza reciproca.

Le esigenze primarie del cane possono essere raggruppate in tre macro-aree, a mero scopo esemplificativo e di sintesi:

  • Salute del cane: spetta a noi prenderci cura di lui e farglielo correttamente percepire, difenderlo e proteggerlo dalle insidie ambientali, offrirgli il cibo rispettando i giusti tempi e le giuste modalità rispetto ai tempi dei nostri pasti.
  • Spazio del cane: occorre definire spazi precisi e ben definiti in casa, distinguendo tra spazi per il cane, per noi e per tutto il branco. Anche gli spazi in esterno andranno ben gestiti, per esempio variando i percorsi, permettendo al cane di moltiplicare le esperienze sempre sotto il nostro controllo. Occorrerà valutare quando e dove sarà possibile permettere al cane di correre liberamente, come gestire la condotta al guinzaglio, quali strategie di gioco ed interazione impostare all’aria aperta, come farlo interagire con gli altri cani.
  • Socialità del cane: il cane dovrà, pur sempre nel rispetto della “gerarchia”, essere parte attiva del branco, interagendo con tutti i membri, crescendo e maturando con equilibrio. In questo contesto si inserisce la necessità di “imparare a lavorare con e a far lavorare” il cane, con giochi di attivazione mentale, giochi collaborativi, volti a sviluppare l’obbedienza, l’orientamento e il problem solving.

a cura di Umberto Guerini educatore cinofilo - Passion for dogs - www.passionfordogs.it

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