Quando si parla di “educazione” del cane ci si riferisce ad un naturale e semplice processo in cui viene sfruttata la tendenza del cane a seguire delle regole e quella dei cuccioli a rispettare le indicazioni degli adulti. Educare un cucciolo è come educare un bambino, richiede coerenza ed il rispetto assiduo di alcune semplici ma imprescindibili indicazioni di buon senso.
I segreti per educare un cane nel migliore dei modi si sintetizzano in 2 regole fondamentali: premiare i comportamenti desiderati e non premiare (anzi ignorare) quelli indesiderati.
Spesso l’approccio dei proprietari è, invece, l’opposto, non si fa altro che dire al cane cosa non si vuole, è una continua interazione negativa, fatta di minacce e punizioni il chè, alla lunga, è frustrante per Fido e potenzialmente dannoso per la relazione cane-proprietario.
L’educazione del cucciolo deve cominciare il giorno dell’adozione e deve essere indirizzata a rinforzare i comportamenti corretti e soprattutto a facilitarli, vale a dire ad aiutare il cucciolo a poterli mettere in atto riducendo, contemporaneamente, i rischi di errori (che comunque ci saranno).
Per esempio, tutti i cuccioli rosicchiano oggetti, rubano le scarpe e cercano cose con cui giocare.
Perché insistere nello sgridare il cucciolo quando prende un nostro oggetto quando sarebbe così facile dargli tanti giochi suoi (e ruotarli continuamente) in modo che non debba cercarsi giochi nuovi? Perché non evitare semplicemente di lasciare oggetti interessanti alla sua portata? Ma cosa fare se il cane fa qualcosa che non vogliamo?
La prima regola è la prevenzione, se il cucciolo fa qualcosa di sbagliato la colpa è probabilmente nostra che abbiamo permesso che si verificasse quella situzione.
Se non siamo riusciti a prevenire, ed il cucciolo sta facendo qualcosa che non desideriamo, allora semplicemente proviamo ad ignorarlo o ad interromperlo facendo un rumore che lo attragga e coinvolgendolo poi in altre attività.
Le punizioni fisiche, oltre che eticamente condannabili, sono del tutto inutili e hanno molti effetti collaterali come la paura, l’aggressività, la frustrazione.
Ogni strumento che viene usato nell’educazione deve essere adattato allo specifico soggetto ma in nessun caso possono essere ammessi strumenti che provochino dolore o disagio. Il collare a strangolo, per esempio, serve esattamente a quello per cui viene chiamato: a strangolare il cane. Il cane tira, e il collare si chiude sul collo. Ne deriva una sensazione di soffocamento.
La pettorina, invece, soprattutto quella ad H, dotata di una cinghia superiore che va dalle spalle a metà della schiena, evita i danni degli “strattoni” e di conseguenza agevola una relazione chiara tra cane e conduttore e permette al cane un movimento sciolto e libero da costrizioni.


a cura di Ludovica Pierantoni, educatore cinofilo - CANbridge University - http://www.canbridge.it/