Ogni specie animale ha il proprio linguaggio, più o meno articolato, e i cani, in quanto animali sociali, hanno sviluppato un sistema di comunicazione per comunicare i propri stati emotivi e per garantire la funzionalità del branco. Turid Rugaas ha studiato quelli che ha definito i “segnali calmanti”, una classificazione di segnali

comunicativi che il cane manifesta con lo scopo di evitare possibili attacchi/scontri, oppure come azione preventiva per inibire eventi potenzialmente spiacevoli, o ancora per calmare se stesso placando la paura, scaricando lo stress e facendo sentire se stesso e gli altri al sicuro.

I segnali calmanti (o di stress) sono fatti da un insieme di posture, sguardi e mimica e alcuni di questi segnali sono: girare la testa, orecchie in posizione di allerta, leccarsi il naso, sbadigliare, avere la coda tra le gambe, ignorare distogliendo lo sguardo, annusare per terra, camminare descrivendo una curva, invitare al gioco, mettersi a pancia in su, orecchie piatte o indietro, dare la zampa, immobilizzarsi, saltare addosso, grattarsi, scrollarsi, mettersi a terra, etc.

Perché è fondamentale riconoscere i segnali calmanti del cane?

Il cane è molto più bravo di noi nel leggere le nostre emozioni e spesso cerca di comunicarci qualcosa che, ahimè, noi non capiamo perché non conosciamo o non sappiamo interpretare il suo linguaggio. Imparare a conoscere e riconoscere i segnali calmanti che il cane ci manda quando si trova in una situazione di difficoltà diventa fondamentale per una buona relazione cane-proprietario e per una migliore convivenza nel rispetto dell’alterità del cane. Se impariamo a conoscere il linguaggio del cane potremo aiutarlo a uscire da una situazione emotivamente spiacevole, il cane stesso si sentirà sollevato e avrà maggiore fiducia in noi perché saprà di poter contare sul nostro aiuto per essere tolto da una situazione sgradevole quando esprime disagio. Il cane saprà di avere un punto di riferimento saldo, qualcuno di cui fidarsi e a cui chiedere aiuto nei momenti di difficoltà e questo non può che rafforzare la relazione con il proprietario.

Questo è importante per tutti i cani al fine di garantir loro una vita più serena e rispettosa del loro modo di esperire il mondo e vivere le situazioni, ma diventa fondamentale per il cane che lavora soprattutto in pet therapy.

Il cane che collabora in pet therapy frequenta ambienti con odori e persone nuove, entra in contatto con persone nuove rispetto a quelle che incontra nella sua quotidianità e che hanno modalità diverse di rapportarsi a lui rispetto a quelle a cui è abituato. È vero che i cani coinvolti in questi contesti hanno una buona capacità di adattamento alle situazioni e agli ambienti nuovi, ma ciò non toglie che possa capitare che il cane si stanchi, si infastidisca per un determinato gesto o rumore insolito o che abbia bisogno di un momento di pausa dal contatto a cui viene esposto. Compito del conduttore che lo accompagna nel progetto è capire ciò che il cane comunica e ascoltarlo, allontanandolo dalla situazione che in quel momento gli sta creando disagio. Trasmettere al cane la sicurezza che di fianco a lui c’è un conduttore rispettoso e responsabile che si premurerà di aiutarlo a uscire da una situazione spiacevole qualora vi ci si trovi, non farà altro che rafforzare la fiducia e il legame con il conduttore e assicurare al cane una collaborazione rispettosa delle sue emozioni. Il cane non deve subire gli interventi assistiti, deve avere piacere ad essere coinvolto nell’attività. Purtroppo a volte senza essere in mala fede può capitare che si perda di vista qualche segnale del cane ai fini di privilegiare il raggiungimento degli obiettivi per cui l’intervento stesso è stato richiesto. Il cane così non viene ascoltato e impara a subire contatti spiacevoli o situazioni che lo mettono a disagio per compiacere il conduttore che ha invece il compito e il dovere di impedire che questo accada e interrompere l’intervento, se necessario, per il benessere del cane.
I nostri amici a quattro zampe fanno il possibile per imparare a vivere “nel nostro mondo”, è nostro dovere restituire loro il favore cercando di essere il più possibile attenti e rispettosi delle loro esigenze emotive: alleniamoci a conoscere e riconoscere i segnali che il cane ci manda e la convivenza non potrà che giovarne!

a cura di  Dimitra Drago - pet therapist - http://www.cascinaselva.it/it/la-didattica

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