La comunicazione acustica.

Anche se i cani non sono in grado di articolare le parole, hanno però sviluppato una vasta gamma di vocalizzazioni. Mentre i segnali visivi hanno efficacia sulle distanze brevi, i vocalizzi raggiungono lunghe distanze. Per esempio pensiamo a un cane che dalla sua casa risponde all’abbaio lontano di un altro cane.

 

L’addomesticamento, cioè il processo che lo ha abituato alla convivenza con l’uomo, ha fortemente influenzato il comportamento del cane. I lupi utilizzano una gamma di vocalizzazioni inferiore rispetto al cane soprattutto per ciò che riguarda l’abbaio, cioè la manifestazione acustica dominante nel cane. I cani abbaiano molto di più.
Ciò è dovuto al fatto che l’uomo ha abituato il cane ad abbaiare spesso per poterlo utilizzare nella guardia, nella caccia o per ricevere da esso segnalazioni di pericolo.

L’abbaio viene utilizzato per moltissime situazioni e assume molteplici significati. Per tentare di capirlo bisogna ascoltarlo con molta attenzione, valutandone la sua postura, tonalità, durata e frequenza. Una vocalizzazione eccessiva se ripetuta nel tempo può essere il segnale di problemi di comportamento come ansia da separazione, paura, disturbi compulsivi (che si esprimono con un abbaio monotono e ripetitivo apparentemente privo di una causa scatenante), aggressività o disfunzione cognitiva.

Il ringhio assume significati diversi. A seconda della tonalità può esprimere eccitazione, fastidio, minaccia o semplicemente simulazione di aggressività attraverso il gioco.

Il mugolio invece viene spesso utilizzato per cercare attenzione e cura, in situazioni di difesa o durante i saluti. Il guaito invece può esprimere dolore fisico. Il grugnito spesso esprime piacere.

Insomma il cane riesce a comunicare con noi attraverso tutta una serie di vocalizzi che dobbiamo imparare a riconoscere.

a cura di Silvia Giudici educatore cinofilo - Wedding Dog Service – http://www.weddingdogservice.it/

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