Dominanza: con ottima probabilità, si tratta della parola più abusata nel mondo della cinofilia, che sento spessissimo e quasi sempre a sproposito; un termine usato per spiegare qualsiasi comportamento del cane, come se tutti i suoi comportamenti (tira al guinzaglio, atti di monta, distruzione di oggetti etc.) fossero riconducibili o interpretabili con la sua volontà di risalire a tutti i costi la gerarchia all'interno del nucleo famigliare, sempre assoggettato al ruolo del branco.

Ma cos'è la dominanza veramente e perché è così popolare nel mondo della cinofilia? Da dove arrivano queste credenze ? Sono davvero tutte false o hanno un fondamento di verità ?

Il discorso è complesso ma cercherò di renderlo semplice. Il cane discende dal lupo, è cosa nota, e quindi è proprio studiando il lupo che l'uomo cerca di capire il comportamento del cane.

Nel corso degli anni però il lupo è sparito a causa dello scellerato comportamento dell'uomo che prima lo ha privato del suo habitat naturale, deforestando, cementificando e distruggendo, poi lo ha sterminato perché, privato della possibilità di cacciare e sopravvivere, il lupo attaccava il suo bestiame. In una parola prima lo ha affamato, per poi ucciderlo perché cercava di mangiare il suo cibo. Il lupo è diventato pertanto un animale raro e molto schivo e come tale difficile da trovare e studiare; per risolvere questo problema, l'uomo ha iniziato quindi a catturare esemplari di lupi singolarmente e ad aggregarli forzatamente senza che tra loro ci fosse alcun grado di parentela.

Fatto questo, dopo averli privati della possibilità di procurarsi cibo e quindi resi totalmente dipendenti dall’uomo l’unico a regolare e conceder loro le poche risorse a disposizione, ne ha studiato il comportamento, arrivando alle conclusioni che più o meno tutti conosciamo.

Fortunatamente però, importanti etologi (studiosi del comportamento animale), alcuni dei quali hanno dedicato molti anni della loro vita allo studio di questo meraviglioso animale, si sono “presi la briga” di osservarlo non più in cattività e in gruppi costituiti da elementi senza alcun grado di parentela, ma in natura, allo stato brado e in gruppi di nuclei famigliari liberamente costituiti… e cosa hanno scoperto? Sorpresa: hanno osservato che le dinamiche relazionali che si creano in questi casi sono ben diverse da quelle osservate in cattività.

Per completezza cito solo alcuni di questi studi:

David Mech: “In un branco di lupi in natura, la dominanza non si manifesta rigidamente e sembra avere molto meno significato di quanto risulta dagli studi relativi a branchi di lupi assemblati in cattività (Schenkel 1947, 1967; Rabb e altri 1967; Zimen 1975, 1982; Lockwood 1979).”

Irenaus Eibl-Eibesfeldt - Fondamenti dell’Etologia, 1967: "Se una gerarchia si basa esclusivamente sull’aggressione, si parla di dominazione (…). Nei mammiferi superiori sociali (…) si riscontrano anche altre caratteristiche. Il soggetto dominante risulta tale non tanto per la sua aggressività, quanto per la sua capacità di sedare i conflitti, proteggere il debole, respingere il nemico, assumere iniziative, organizzare l’attività, ecc. (…) Non c’è dominazione, ma leadership"  (l’edizione Adelphi, ed. 1995 Milano, pag 612).

Cosa dicono quindi questi studi? In sintesi dicono che ciò che accade in natura e in famiglia è del tutto simile a ciò che accade nelle famiglie umane dove da una parte i ruoli non sono così definiti e delineati (padre e madre ad esempio a hanno ruoli intercambiabili) e dall'altra a dominare sono la collaborazione e l'autorevolezza (leadership) e non l'imposizione della forza e l'autorità.

Ecco quindi che accade che, in un contesto naturale normale di libera espressione sociale, le dinamiche sono simili a quelle di una famiglia, mentre in un contesto di elementi estranei, messi insieme con la forza, senza legami di parentela e con risorse limitate, le regole imperanti sono diverse e imposte con la forza... Un po' come dire che in galera vige la regola del più forte e le gerarchie che si creano sono basate sulla imposizione della forza, mentre in famiglia, pur con delle dinamiche sociali che vengono più o meno rispettate, l'aria che si respira è diversa.

Ecco quindi il punto... e qui mi permetto di lanciare una provocazione... bisogna capire (o sarebbe meglio dire decidere) se il cane a casa vostra si trova in un contesto di vita più simile a quello di una famiglia o a quello di una galera... Si tratta evidentemente di una provocazione, sulla quale però invito ad una riflessione; nella educazione e gestione del cane, dovete decidere se è meglio essere rispettati o temuti, se impostare la relazione sulla collaborazione o sulla competizione, se essere autorevoli e quindi essere riconosciuti come guide, oppure autoritari e come tali seguiti per paura delle ripercussioni fisiche o psicologiche derivanti dal non obbedirvi.

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a cura di Davide Calcatelli educatore cinofilo - Canabile – http://www.canabile.it/

Educare o addestrare?