Quando ho adottato Eros, il mio cucciolo pel di carota, ero già un Medico Veterinario Esperto In Comportamento, quindi, sapevo cosa comportava

adottare un cucciolo trovato vagante sulla strada. Nessuna informazione sulla madre, sulla cucciolata, sulle esperienze vissute fin’ora. Una tabula rasa insomma!

Molti proprietari si trovano ad affrontare la crescita di cani adottati da canili, da allevatori non professionali, o dalla strada e spesso si trovano ad affrontare delle difficoltà.

Il comportamento che presenterà un cane da adulto è legato alla sua filogenesi o storia di specie, cioè tutti quei comportamenti che hanno procurato un vantaggio alla specie cane e alla sua ontogenesi, ovvero tutto ciò che quel cane apprenderà durante la vita. Adottare un cucciolo cresciuto con la mamma fino ai 65/70 giorni, in un ambiente stimolante dal punto di vista sensoriale (olfattivo, visito, acustico, tattile, gustativo) avrà sicuramente dei vantaggi. Infatti, dalla mamma un cucciolo apprende le regole sociali, quindi a rispettare l’adulto, il morso inibito, ovvero, a giocare senza stringere la presa, a comunicare con gli altri cani, a modulare lo stato emozionale e a socializzare con gli altri cani e con le altre specie tra cui le persone. Gli insegna in poche parole ad essere un cane!

Tutti questi insegnamenti richiedono tempo e una mamma in salute che sia messa nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche. Ecco perché un cucciolo dovrebbe rimanere all’ interno della cucciolata almeno 65 giorni.

  • Consiglio per gli allevatori: È bene che la cucciolata cominci, a seguito dello svezzamento, l’esplorazione ambientale. Occorre preddisporre un arricchiemnto ambientale che stimoli tutti i sensi del cane. Le nuove esperienze dovranno essere sempre sorvegliate dalla madre, funzione referenziale e protettiva, che aiuterà il cucciolo nel momento del bisogno. Allontanare la madre dalla cucciolata e mantenere in un box i cuccioli da soli non è una saggia decisione. Basti solo pensare a cosa combinano gli alunni quando la maestra si assenta e lascia la classe: un vero pandemonio! Se la madre è stanca o stressata può essere utile affiancarla ad un’altra cagna, che si adopererà nella nursing come fosse una tata o una zia.

Quando, come è successo a me, si adotta un cucciolo dalla strada o dal canile è bene sapere alcune informazioni che potranno facilitare il nuovo arrivato nell’integrazione del gruppo famiglia:

  • È importante creare una relazione

Il cucciolo non ci conosce, forse non ha mai incontrato esseri umani. Non possiamo da subito pretendere il suo amore, ma conquistarlo con il tempo! Come? Svolgendo le stesse funzioni referenziali della mamma. Sostenendo, motivando, accogliendo le sue richieste di aiuto. Come spesso ricordo, i cani pensano al plurale, perchè si sentono parte di un gruppo. In natura assumono i pasti insieme, dormono insieme e condividono gli spazi assumendosi dei ruoli. All’interno del gruppo, per fare un esempio, ci saranno le sentinelle, i pacificatori, i motivatori, e le tate. Accogliere l’eterospecifico significa conoscere la diversità e rispettarla. Accogliamo il cucciolo in camera nostra offrendogli un giaciglio comodo ai piedi del nostro letto. Se piange facciamogli sentire la nostra presenza e rassicuriamolo, si sente solo! Questo creerà senso di protezione e fonderà le basi per rappresentare una base sicura agli occhi dell’animale. Accompagniamolo nell’esplorazione della casa e del giardino. Un cucciolo privato di esperienze può aver difficoltà a prendere in bocca una foglia! Quindi sarà nostro compito sostenerlo nell’esplorazione, manipolando il nuovo oggetto così da permettergli di annusarlo e conoscerlo. Mai forzarlo!

  • Evitiamo di soffocarlo di regole

Durante il primo mese post adozione il nostro principale obiettivo dovrà essere quello di instaurare un clima di fiducia reciproca. Cominceremo ad inserire le regole sociali solo dopo aver instaurato una relazione, quindi non prima di un mese.

  • Impariamo a non dire sempre no!

Vivere costantemente in inizìbizione crea frustrazione e nervosismo. Invece di affrontare la vita con i no!, premiamo i comportamenti corretti e ignoriamo quelli che non ci piacciono. Ricordo ai lettori di questo srticolo che molti cani pensano di chiamarsi NO!, perchè i loro proprietari hanno esagerato con l’uso di tale vocabolo.

  • Attenzione alle fughe!

A volte i cani vissuti in canile scappano dai nuovi proprietari per tornare nell’unico posto che considerano casa. Solo dopo aver creato un clima di fiducia e instaurato una relazione parentale con il nuovo gruppo famiglia l’animale non scapperà via. Quindi è bene fare attenzione a non liberare il cane in aree non assicurate da recinzioni.

L’adozione di un essere vivente deve essere un gesto consapevole, sarà accompagnato da impegno, fatica, devozione. Ma porterà vere pillole di felicità!

a cura di Cristiana Matteocci - Medico Veterinario Comportamentalista www.cristianamatteocci.it

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