Prima di tutto è necessario dare una definizione al termine FOBIA, ovvero, una condizione per la quale l’animale reagisce, al di là della risposta adattiva, a uno stimolo scatenante che appartiene al suo ambiente abituale, in parole povere ci troviamo di fronte a reazioni sproporzionate. Parliamo di FOBIE SOCIALI

quando lo stimolo scatenante è rappresentato da una persona, un co-specifico o un altro animale.
Come tutte le fobie, anche quelle sociali, possono essere semplici o generalizzate, nel primo caso il cane presenta comportamenti di paura di fronte ad uno stimolo specifico, quale può essere una persona o un cane in particolare oppure dinanzi ad uno o più gruppi ad esempio: paura nei confronti degli uomini, delle donne, dei bambini, dei cani di grossa taglia etc.

Parliamo invece di fobia sociale generalizzata quando il soggetto presenta reazioni di fuga o aggressione nella maggior parte delle situazioni in cui gli capita di incontrare altri individui.

La possibilità che lo stato fobico evolva in stato ansioso è quasi esclusivamente correlata all’atteggiamento dei proprietari, infatti, l’anticipazione da parte di questi ultimi, crea una tensione che viene percepita dal cane e che porta ad un aumento delle reazioni paura. Tali reazioni inducono i proprietari all’evitamento, che ha lo scopo di “proteggere” il cane, ma che di fatto esclude ogni possibilità di abituazione e può facilitare la desocializzazione.

L’evoluzione dello stato fobico inoltre, può portare alla strumentalizzazione dei comportamenti aggressivi, infatti, l’allontanarsi da parte dello stimolo fobico (persona o cane che scatena e verso cui è indirizzata la reazione aggressiva) rappresenta un rinforzo di quei comportamenti.

Un cane fobico può presentare una sintomatologia sia organica, come l’ansimare, la midriasi (dilatazione delle pupille), i tremori, e nei casi più gravi disturbi digestivi e crisi convulsive, sia di tipo comportamentale, come fughe improvvise, il nascondersi, l’essere ipervigile, fino alle aggressioni.

In questi casi è molto importante rivolgersi ad un esperto, un Istruttore Cinofilo sarà in grado di riconoscere i sintomi e strutturare, insieme ad un Veterinario Comportamentalista, un trattamento che solitamente è costituito da una terapia comportamentale e una terapia farmacologica.

a cura di Renato Roca istruttore cinofilo - Campo Hobbit - http://www.campohobbit.it/