• Problemi da separazione
    I problemi da separazione sono un altro problema assai frequente: quando il cane rimane da solo in casa (o separato fisicamente da uno o più membri della sua famiglia) manifesta l’ansia in tre modi possibili: distruggendo, vocalizzando (piangendo, abbaiando o talvolta ululando) o facendo i bisogni in un luogo non appropriato.
Alcuni soggetti manifestano solo uno dei sintomi elencati, altri due o tutti e tre.

Per poter dire che si tratti di “ansia da separazione” è necessario che questi comportamenti si manifestino solo ed esclusivamente quando il cane è separato dal padrone.

Non è necessario si mostrino tutte le volte che il cane resta solo, così come non tutti i cani che ne soffrono hanno sempre le stesse manifestazioni.

Spesso sono cani molto legati al padrone, quasi dipendenti da lui, tanto da poter parlare di iper-attaccamento: lo seguono come un’ombra per tutta la casa, sono quasi sempre nella stessa stanza dove si trova il proprietario, quando quest’ultimo rientra lo accolgono facendogli grandi feste, anche se il proprietario è uscito per pochi minuti.

In altri casi non si nota questo iper-attaccamento perché le motivazioni sottostanti questo problema sono differenti, come ad esempio la mancanza di routine, la difficoltà da parte del cane a comprendere le regole o altri fattori eziologici che devono essere individuati dall’esperto in sede di consulenza.

Non tutti i problemi da separazione sono uguali, ed è per questo che i consigli fai da te del vicino di casa o riportati nei forum non portano alla soluzione: deve essere fatta un’analisi specifica caso per caso e quindi formulata una terapia comportamentale ad hoc.

Se aiutati da professionisti che impostano il corretto protocollo rieducativo, fortunatamente questa patologia comportamentale può essere risolta con ottimi risultati in poche settimane.

  • Paura, fobia e ansia

Questi sono i problemi comportamentali più difficili da trattare. Vediamo come si distinguono.

La paura è collegata ad una determinata situazione, persona o tipologia, anche se non sempre è facile comprendere cosa realmente spaventi o preoccupi il cane. Il cane percepisce una determinata situazione come un pericolo e tende a mostrare segni di disagio, come immobilizzarsi (freezing) oppure tentare di scappare. La sua postura solitamente è bassa, ossia con coda tra le zampe, posteriori bassi e orecchie indietro. Le reazioni fisiche più tipiche sono come ansimare, pupille dilatate, tachicardia e possono anche arrivare a tremori, uggiolii o eliminazioni di piccole quantità di pipì nei casi di grande paura. Altri segnali possono essere i “calming signals”, come leccarsi il naso, sbadigliare, distogliere lo sguardo, etc. Una buona conoscenza della comunicazione canina è importante per comprendere le reali sensazioni che il nostro cane sta provando e capirlo realmente, per poterlo quindi aiutare e talvolta renderci conto che un professionista cinofilo può esserci di supporto per far superare al nostro cane questi disagi.

La fobia si manifesta come una rapida reazione del tipo “tutto o nulla” che sfocia in estrema paura e panico. Gli attacchi sono molto simili tra loro. La reazione potrebbe essere definita come quella di una estrema paura, con grande difficoltà di controllo e autocontrollo.

L’ansia è caratterizzata da esplorazione dell’ambiente, iperattività, allerta e tensione. Alcuni cani possono reagire in modo ansioso solo a certi stimoli (arrivo di ospiti, viaggi in macchina), altri manifestano uno stato ansioso permanente.

Paura, fobia ed ansia possono essere difficili da distinguere, ma un occhio esperto saprà individuare il problema principale e lavorare sulle cause scatenanti per aiutare il cane a superare questo problema.

  • Disturbi eliminatori (urine e feci)

Con questo termine si intendono le eliminazioni in un luogo non appropriato, ad esempio in casa.

Ci sono diverse cause per l’eliminazione non appropriata del cane, escludendo ovviamente quelle organiche: dal mancato o errato apprendimento, all’ansia da separazione (vedi sopra), dall’emotività alla richiesta di attenzione, al marcare che può indicare a sua volta ansia e insicurezza o competitività.

Se non viene fatta la corretta analisie diagnosi differenziale, il problema tende a radicarsi o spostarsi in altri ambiti. A tal proposito vorremmo fare una piccola digressione sul marcare il territorio. Erroneamente si pensa infatti che lo facciano solo i cani molto sicuri di sé per dimostrare la loro posizione o “dominanza”. In realtà questa è una interpretazione spesso superficiale e fuorviante. Accade frequentemente che si tratti di un individuo ansioso ed insicuro, oppure che lo mostri il cane vive con altri animali (cani, gatti, etc), di un comportamento che esibisce se la casa è frequentata spesso da persone o animali estranei che invadono lo spazio sicuro, o infine se c’è competizione e una situazione poco chiara e coerente. Nella maggior parte dei casi le marcature sono piccole spruzzate di urina in punti di passaggio o particolarmente strategici, come sugli stipiti delle porte, sulle tende, sul divano o sui nuovi oggetti portati in casa. Se si individua la reale sottocausa del problema, allora si potrà risolverlo. Questo vale per ognuno e tutti i problemi di comportamento.

Quelli sopra descritti sono solo alcuni dei problemi che i nostri cani possono manifestare, ma qualsiasi comportamento possa minacciare il benessere del cane o risulti per voi problematico non arrendetevi, ma cercate l’aiuto professionale di un Comportamentalista, esperto in problemi di comportamento. Una persona qualificata saprà darvi tutte le spiegazioni del caso e indicarvi la strada più adatta a voi ed al vostro cane.

Se avete dubbi o domande, potete rivolgervi a Eleonora Mentaschi e allo Staff, scrivendo alla mail della Scuola Cinofila Il Mio Cane Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

a cura di Eleonora Mentaschi, educatore cinofilo - scuola cinofila Il Mio Cane www.ilmiocane.net

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