Per comprendere meglio questo ampio argomento, faremo una piccola analisi dei principali problemi comportamentali del cane.
Dall’analisi dei risultati ottenuti in tutto il mondo scaturisce che i comportamenti problematici più frequenti nel cane sono:

1) Aggressività
2) Problemi da separazione
3) Paura, fobia, ansia
4) Disturbi eliminatori
5) Vocalizzazioni eccesive
6) Eccesso di attività

Esistono altri problemi comportamentali, ma sono meno frequenti: basti sapere che quelli sopra elencati rappresentano il 90% dei casi.

Di seguito riporteremo una breve descrizione dei problemi sopra elencati con l’obiettivo di chiarire meglio la terminologia.

  • Aggressività

Il comportamento aggressivo nel cane si può manifestare con il semplice alzare il labbro, mostrare i denti, abbaiare, così come con il ringhio, il pizzico o il morso vero e proprio. L’aggressività in alcuni casi è utile all’animale per difendere se stesso da pericoli e minacce o proteggere le sue risorse come il cibo, gli oggetti o il proprietario. L’aggressività può diventare però un problema per le persone che lo gestiscono, così come per le altre persone, cani e animali o per il cane stesso.

Sebbene si tenda a inserire sotto questa voce un gran numero di comportamenti e a credere che un cane aggressivo sia mal gestito, dominante o cattivo in realtà esistono differenti tipi di aggressività, ognuno con cause e sintomi distinti. Un comportamento aggressivo può ad esempio essere sintomo di un disagio del cane, che può manifestare la sua paura o dolore o irritazione o frustrazione in questo modo, oppure essere il risultato di una motivazione di razza mal gestita o indirizzata, come quella territoriale, predatoria o protettiva. In ogni caso è bene non sottovalutare questo comportamento, nell’interesse del cane e degli individui che lo circondano. Il primo passo è che, insieme al Comportamentalista, venga fatta l’anamnesi del caso ed emessa la corretta diagnosi differenziale. Infatti ogni forma di aggressività è differente, e quindi lo è anche il percorso rieducativo: proprio per questo è importante che lo specialista individui la o le forme di aggressività mostrate dal cane.

Per fare alcuni esempi, si possono identificare: aggressività da paura (difendere se stessi da qualcosa o qualcuno che si reputa e si percepisce come pericoloso), possessiva (difendere un oggetto che il cane ritiene di valore), protettiva (difendere i membri del proprio gruppo sociale), competitiva (entrare in competizione per delle risorse ritenute importanti e di valore), territoriale (difendere quello che si ritiene il proprio spazio), intraspecifica intrasessuale (verso altri cani dello stesso sesso), etc.

E’ essenziale individuare quale tipo di aggressività mostri un cane per effettuare il corretto programma di modificazione comportamentale. Solo comprendendo le motivazioni, le cause scatenanti e sottostanti ed attraverso un’anamnesi completa del caso, si potrà impostare un programma terapeutico in grado di affrontare e risolvere questi comportamenti.

Un’indicazione è valida per tutti proprietari che si trovano ad avere un cane che mostra aggressività: mai usare la forza o l’imposizione con un cane aggressivo, qualsiasi sia la sua razza o mole. Se un cane mostra aggressività e il proprietario risponde a sua volta con aggressività si entrerà in un circolo vizioso di nervosismo, reattività e competizione: il problema, sebbene possa apparire nell’immediato risolto, andrà invece peggiorando sempre più nel tempo. Potrebbe essere istintivo rispondere con lo stesso comportamento al cane minaccioso, spesso purtroppo si leggono o sentono consigli di questo tipo, ma è assolutamente sconsigliato se si desidera risolvere il problema.

Alzare la voce o minacciare o sgridare, oppure intervenire fisicamente punendo il cane, non farà che esacerbare il problema.

Nell’immediato è necessario evitare le situazioni che scatenano la risposta aggressiva del cane (es. non togliere dalla bocca un oggetto e se fosse necessario farlo con lo scambio) , prevenendo la dove possibile, e chiedere il prima possibile l’aiuto di un qualificato esperto che ci condurrà attraverso il percorso rieducativo più efficace e adatto al nostro cane.

La rieducazione, che deve essere seguita da uno staff professionale, non deve prevedere interventi coercitivi o punitivi, bensì un riequilibrio della gestione e l’utilizzo di tecniche come la desensibilizzazione sistematica e il controcondizionamento con rinforzo positivo, per citare alcune tecniche di modificazione del comportamento che in ogni caso possono essere differenti e sempre progettate sul singolo cane.

a cura di Eleonora Mentaschi, educatore cinofilo - scuola cinofila Il Mio Cane www.ilmiocane.net

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