Tra le patologie dermatologiche che si riscontrano più frequentemente nei nostri cani, ci sono sicuramente le acariasi.

Molti sono gli acari che possono infatti trovarsi sulla pelle dei nostri amici a 4 zampe, alcuni dei quali sono ospiti sempre presenti, altri invece infestano occasionalmente gli animali causando patologie più o meno contagiose ma sempre fastidiose!

Gli acari sono microrganismi minuscoli appartenenti alla famiglia degli aracnidi, della quale rappresentano una sottoclasse.

Il cane può essere infestato da diversi acari, tra i quali i più diffusi sono sicuramente il Sarcoptes scabiei, il Demodex canis, la Cheyletiella yasguri  e l’Otodectes cyanosis, molto meno diffuso in quanto rilevamento occasionale è invece la Trombicula autumnalis.

Il Sarcoptes scabiei  o acaro della scabbia, è l’agente eziologico di una patologia molto pruriginosa che può interessare anche l’uomo e altri animali domestici. Questo acaro molto piccolo vive in gallerie scavate nella pelle dell’ospite per l’intero ciclo vitale, da uovo a forma adulta. Esso provoca un forte prurito con formazione di papule, croste giallastre, eritemi e lesioni secondarie da grattamento.

La Demodicosi è una patologia ad oggi molto diffusa, causata dai Demodex spp., acari saprofiti che vivono normalmente sulla pelle dei nostri animali. Questi acari, in condizioni di stress e/o predisposizione genetica, aumentano a dismisura, causando una patologia che si manifesta con perdita dei peli, irritazione e raramente prurito secondario, nota anche col nome di Rogna Rossa.

La Cheyletiella yasgury è un acaro che vive sulla superficie cutanea principalmente dei cani, e causa una patologia molto contagiosa più o meno pruriginosa. Compie tutto il suo ciclo vitale sull’animale  muovendosi all’interno di pseudotunnel. Il sintomo tipico di questa infestazione è la presenza di una forfora bianca a piccole scaglie.

L’Otodectes cynotis è invece un acaro che vive nelle orecchie del cane, e causa un prurito intenso con la formazione di un cerume molto scuro, indicativo della patologia stessa. L’animale interessato da questo acaro, scuote spesso la testa, tanto che la sua complicazione più frequente è l’otoematoma, ematoma che si sviluppa nello spessore del padiglione auricolare ed è molto complicato da far regredire.

La Trombicula autumnalis è invece un acaro meno diffuso negli animali domestici, sicuramente più frequente in quelli selvatici. Vive sull’ospite solo in alcune fasi del ciclo vitale ed è facilmente visibile anche ad occhio nudo perché di un colore arancione intenso!

COME SI DIAGNOSTICANO LE ACARIASI?
Gli acari possono essere evidenziati solo previo raschiato cutaneo e ispezione al microscopio ottico del materiale prelevato o esame del cerume sempre al microscopio, grazie al quale, anche gli acari più piccoli, possono essere visti ed identificati!

COME SI CURANO?
Nel caso degli acari non saprofiti, le possibilità curative sono varie e comprendono l’utilizzo di prodotti naturali come l’olio di neem e il tea tree oil in concentrazioni idonee o in formulati già pronti e commercializzati per animali, o prodotti chimici convenzionali sia in forma di lozioni cutanee che di shampoo appositi. In qualunque caso, è fondamentale aiutare l’animale a rispondere a questi acari, stimolando le difese cutanee locali.

Nel caso degli acari saprofiti come i Demodex, essendo la patologia scatenata da fattori stressanti e calo delle difese immunitarie, sarebbe importante aiutare l’animale a rispondere autonomamente a tale patologia con immunostimolanti, immunomodulanti, e prodotti che ristabiliscano l’efficacia della barriera lipidica cutanea rendendola sgradevole a tali acari.


Dott. Paola Zintu approvato da CTS Union BIO

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