Come si sa i cani da gregge possono essere suddivisi in due grandi gruppi: cani per la protezione del bestiame, guardiani, come per esempio il nostro amato mastino abruzzese (o pastore maremmano) e cioè cani PASTORI, e i cani da conduzione, cani DA pastore, o herding dogs.

 

Ogni paese con cultura pastorale ha i suoi guardiani e conduttori, molto simili nelle funzioni. Tuttavia, una razza in particolare fra gli herding dogs si stacca da tutte le altre per il comportamento, nei confronti del gregge e in generale: il Border Collie.

Chi non li ha mai “frequentati” non può rendersi conto di quanto davvero abissale sia la differenza con le altre razze, nel bene e forse anche nel male.
Specialmente negli ultimi anni, il fenomeno Border è diventato mondiale ed è necessario far luce su questo straordinario cane da gregge in modo da cercare di evitare “incaute adozioni” che degenerano poi in cani e umani infelici e stressati.

Uomini e cani si sono evoluti insieme. Hanno iniziato il loro cammino come compagni di caccia ed insieme, mitigando gli istinti primordiali, hanno iniziato a creare una simbiosi anche nella nuova veste di pastori.

Alcuni herding dogs svolgono la loro funzione abbaiando, pizzicando (heeler-tallonatore) o addirittura spingendo con il corpo, altri ancora, i paratori, lavorano in assoluto silenzio, si muovono quasi furtivi a distanza dal bestiame e lo controllano con la potenza del loro occhio magnetico (the eye) da predatore. Tra questi i fuori classe in assoluto sono i Border Collie.

La prima descrizione letteraria del cane con le caratteristiche del Border attuale risale al 1576 quando il Dottor Caius, medico della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, nel suo trattato "De Canibus Britannicus" scriveva: "Il nostro cane da pastore non è grande e grosso ma di statura e taglia indifferenti poiché non deve aver a che fare con il lupo assetato di sangue giacché non ve ne sono in Inghilterra. Questo cane, all’udire la voce del padrone così come il suo fischio acuto, riconduce le pecore vaganti e disperse laddove costui vuole, vale a dire che con poco lavoro e senza muovere un passo egli può governare e guidare il gregge secondo il suo desiderio.”
“Poiché” continua” non è in Inghilterra ciò che è in Francia, in Fiandra, in Siria, in Tartaria, dove le greggi seguono il pastore, poiché qui nel nostro paese, il pastore segue il gregge.”

Nel 1790 Thomas Bewick dedicava un capitolo di una sua opera al cane da pastore che descriveva “a pelo lungo, nero con la punta della coda bianca.”
E James Hogg (1770-1813) scriveva: "Senza il cane da pastore tutte le Higlands scozzesi non varrebbero sei pence, sarebbero necessari più uomini per condurre il gregge, portarlo giù dalle colline, spingerlo nei recinti e guidarlo ai mercati, di quanto il profitto dell’intero gregge potrebbe mantenere.”

Il nome "Border collie" fu introdotto ufficialmente nel 1921.

Le tipologie del Border erano essenzialmente tre: Highland Type, Lowland Type e Borderland type.

Nelle aspre terre del Nord vivono solo pecore semi-selvatiche poco confidenti: qui il border deve essere leggero e scattante. In pianura ci sono pecore più grosse e docili, placide e gestibili: qui il cane deve essere più pesante e robusto. La via di mezzo è un border di tipo medio, più generalista.

I grandi cani sono sempre associati a grandi uomini. Ricordiamo Adam Telfer e Sweep 21, J.M.Wilson con Nell 1627 e Fly 824, James Scott con Kep 13, J.Richardson e Wiston Cap, J.Gilchrist con Spot 3624, T. Longton e Ken, Jiulie Simpson e Moss e altri ancora.
Tutti hanno conquistato imperitura memoria distinguendosi nei field trials e nel lavoro duro quotidiano nelle farms.

Il Border Collie, nonostante oggi siano state selezionate molte linee di sangue da bellezza, è e deve rimanere il CANE DA LAVORO per eccellenza.
Non è necessario farli lavorare con le pecore, anche se quello è il loro campo, perché qualsiasi lavoro può andar bene: dall’agility, alla ricerca persone, alla pet therapy (in certe situazioni con conduttori preparati!), all’obedience ecc.

Non è un cane per tutti: la sua esagerata sensibilità può essere confusa con paura, la sua vivacità legata ad un’inventiva straordinaria può essere interpretata come iperattività nevrotica. Nelle giuste mani il Border Collie può solo brillare come una stella di prima grandezza nel meraviglioso firmamento delle razze canine che noi amiamo così tanto.

a cura di Daniela Castellani educatore cinofilo - Centro Cinofilo Lupo Nero - http://www.centrocinofiloluponero.com/ 

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