Il Breton è attualmente classificato dalla Federation Cynologique Internationale (F.C.I.) nel Gruppo 7, cani da ferma; sezione 1a - cani da ferma continentali, tipo Epagneul.

Se lo lasceremo libero dal guinzaglio in aperta campagna potremo essere certi che non si allontanerà da noi ma lo vedremo, guidato dall’innata predisposizione a trovare le tracce della selvaggina, partire felice seguendo qualche effluvio di selvatico. Manterrà sempre il contatto visivo con noi, com’è abitudine della razza quando va a caccia.

La dolcezza del carattere e l’intelligenza, unite ad una taglia contenuta, lo hanno reso anche un piacevolissimo cane da compagnia, molto affezionato ai proprietari ed in particolare ai bambini. Il suo carattere equilibrato e dolce, unito alla capacità di convivere facilmente con le persone e con gli altri cani, lo rendono piuttosto facile da gestire.

Nonostante il suo bisogno di movimento, si adatta bene anche alla vita in città. In ogni caso le lunghe passeggiate renderanno certamente sia il Breton che il suo proprietario più soddisfatti e felici.

Il lungo e duraturo rapporto di lavoro che ha mantenuto con l'uomo, l'ha fatta divenire una razza affidabile, volenterosa e molto collaborativa.

Origine del nome “Epagneul"
Il termine “epagneul” è stato oggetto di molteplici interpretazioni. Per Gaston Phoebus il nome deriva dalla parola espagnol. Il che implicitamente attribuirebbe alla razza un'origine iberica. In realtà l'origine spagnola appare poco probabile, dato che i cani di questa razza non sono molto comuni in Spagna e che per di più vengono chiamati “cani inglesi” dagli stessi spagnoli. Oggi, l'interpretazione accettata comunemente, è che il termine “epagneul” provenga dal termine s’epaignir, che significa “coricarsi”, utilizzato da Phoebus nel suo “Trattato di caccia” pubblicato nel 1387 per descrivere la capacità del cane di acquattarsi e distendersi al suolo quando si avvicinava ad una selvaggina da penna.

Storia ed evoluzione della razza
La popolazione numericamente più importante a cui a pieno titolo si riconosce l’origine della razza si è sviluppata in Bretagna, regione al nord ovest della Francia che si affaccia sull’oceano Atlantico, ricca di boschi, colline e pianure che in certi periodi dell’anno diventano paludose a causa delle frequenti e abbondanti piogge. Luoghi ideali per la sosta e la permanenza di animali selvatici, sia di passo come beccacce e colombacci, sia stanziali come fagiani, lepri, starne e conigli.

Facciamo ora qualche passo indietro per ricostruire la storia della nascita di questa razza.

Un cane che ricordava l'epagneul era già presente in Europa nel 1300 e veniva utilizzato come “chien d'éoysel” (cane da uccello) nella caccia con il falco. Il suo ruolo consisteva nello stanare la selvaggina in modo che il falco la potesse catturare. Con l'avvento della caccia con la rete, l'epagneul dovette imparare ad appiattirsi ben bene e ad accucciarsi (s'epaignir) per evitare di essere ferito dai piombini del cacciatore.

Alla fine del XV secolo le qualità venatorie dell'espaigneux erano talmente apprezzate presso la Corte di Francia che re Luigi XI, grande amante di questi cani, li mandava a cercare in tutta la Bretagna.

A partire dal Rinascimento, Francesi ed Inglesi selezionarono gli esemplari più belli della razza in modo tale da ottenere soggetti dalle dimensioni più contenute. Questi animali riscossero un notevole successo tra i potenti dell'epoca. Il re Enrico III amava recarsi ai consigli della Corte di Francia accompagnato dai suoi epagneul nani e la Corte Inglese selezionò gli Spaniel riducendo così la taglia dell'epagneul continentale. Fu così che apparvero le razze Papillon e Cavalier King Charles.

Con la comparsa delle armi da fuoco e la fine della caccia con la rete, l’epagneul non fu più costretto ad acquattarsi ma in compenso dovette abituarsi a rimanere immobile all'incontro con il selvatico. Si sviluppò così quel comportamento tipico della razza che ancora oggi la contraddistingue: la ferma.

Lo slancio rivoluzionario che invase la notte del 4 agosto 1789 e che sottrasse alla nobiltà il diritto esclusivo di caccia, determinò la scomparsa delle grande mute signorili e della caccia alla grande selvaggina. Ciò favorì la caccia con il cane da ferma e lo sviluppo e la diffusione dell'epagneul.

Questa razza si sviluppò su entrambe le coste della Manica. In Inghilterra vennero selezionati, partendo dagli Spaniel, diversi tipi di Setter. Sul continente invece viveva l'Epagneul Francese, un cane di taglia medio-grande, forte e robusto. Grazie ai successivi incroci tra Spaniel e Setter inglesi con degli epagneul continentali nacquero diverse razze di cani da ferma francesi.

Nei primi anni del 1900 l’Epagneul Breton venne ufficialmente riconosciuto e la prima apparizione in un’esposizione risale al 1896, quando la razza fu presentata a Parigi.

a cura di Laura Nicolini educatrice cinofila www.caneperfetto.it

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