Il gruppo dei levrieri è una razza antichissima, risalente, secondo gli ultimi ritrovamenti, a ben 6000 anni fa e, con 13 tipologie diverse, costituisce una classe a sé stante nell’elenco delle razze dell’ENCI (la X). Cacciatore infaticabile e dalla velocità impressionante, il levriero ha attraversato i secoli al fianco dell’uomo, che lo ha da sempre considerato così perfetto da non intervenire mai nella sua selezione, lasciando che questa razza meravigliosa arrivasse fino a noi praticamente sempre uguale a se stessa. Il levriero è la razza che più troviamo rappresentata nelle opere d’arte di ogni epoca, a testimonianza della sua enorme importanza nel corso della storia: nel Medioevo, in Inghilterra, vigeva la pena capitale per chiunque ne uccidesse uno e ne era addirittura precluso il possesso a chiunque non fosse di stirpe nobile; amato per la sua eleganza da artisti e poeti, la sua figura venne celebrata, tra gli altri, da Dante, Chaucer e D’Annunzio.
Questo sodalizio tra uomo e levriero, però, comincia a scricchiolare a fine ‘800-inizio del ‘900, quando si cominciò a pensare di sfruttare le doti di corridore del levriero per creare un business. Nascono così in California i primi cinodromi, “perfezionati” poi in Gran Bretagna a inizio secolo con l’introduzione della pista ovale e della lepre meccanica che, montata su un binario, corre intorno al circuito inseguita dai greyhounds. Il business delle corse ha provato ad attecchire anche in Italia, con la costruzione delle piste di Roma e Napoli, poi chiuse per scarsi risultati economici alla fine degli anni ’90.
Ad oggi le corse dei levrieri sono diventate una vera e propria industria, con un circolo di denaro importante ma in continua discesa negli anni, anche a causa delle rivelazioni sulle condizioni dei levrieri che organi di stampa e associazioni animaliste hanno messo in luce nel corso soprattutto degli ultimi anni.
I greyhounds corrono in piste talvolta accidentate, con curve così strette che spesso i cani vengono sbalzati dopo pochi metri di corsa, a velocità impressionanti: non è raro vedere il veterinario a bordo campo praticare l’eutanasia su un cane ferito a una zampa, perché ormai non più utile per le gare successive.
L’industria delle corse è regolamentata da organismi a livello nazionale, rappresentati anche politicamente, che dovrebbero occuparsi anche del ricollocamento dei cani giunti a fine carriera, riuscendo a raggiungere però poveri risultati: solo 1 cane su 5 trova casa tramite questo canale, mentre la conta annuale dei cani uccisi ammonta a quasi 25.000, normalmente tramite iniezione letale da parte di veterinari riconosciuti, ma spesso anche uccisi con un colpo di pistola per 30£ per mano di qualche compiacente.
I cani in esubero (spesso giovani e sanissimi, o con infortuni minori assolutamente curabili) vengono anche venduti a poco prezzo a istituti e università a scopo di ricerca e sono anche molto ricercati per il loro sangue, avendo il levriero la particolarità di essere donatore universale.
Queste pratiche sono assolutamente legali e asseverate, in alcuni Stati (come l’Irlanda) dal particolare status dei levrieri, considerati non animali da compagnia ma catalogati come “bestiame”, quindi uno strumento di lavoro di cui si può disporre a piacimento a scopo di reddito.
Ci sono fortunatamente molti volontari e rifugi che si occupano di ritirare i cani non più voluti dai trainers e di trovare loro una casa, persone che molto spesso rifiutano il finanziamento da parte dell’ente corse per non essere complice di questa strage e vanno avanti con le loro sole forze, come il rifugio di LAW, a Limerick.
La Spagna è un altro fronte caldo: qui i levrieri (i galgos) vengono ancora utilizzati per la caccia alla lepre (illegale nel nostro Paese) e vivono in condizioni spesso disumane, aggravate dall’utilizzo di pratiche crudeli derivate dalla tradizione folklorica, specie nelle zone centrali e meridionali della Spagna: ai cani che non eseguono al meglio il proprio dovere, infatti, è riservata la ormai tristemente nota pratica dell’impiccagione e alla fine della stagione di caccia è normale trovare cani appesi agli alberi, soprattutto nelle zone dell’Andalusia e dell’Extremadura.
E’ purtroppo molto difficile intervenire su tradizioni che sono molto radicate, soprattutto nelle zone rurali, e si stima che i galgos uccisi ogni anno siano almeno nell’ordine dei 50.000, oltre a quelli che vagano randagi o entrano nelle famigerate perreras, i canili spagnoli, dove comunque vengono eliminati pochi giorno dopo al loro ingresso.
Anche in questo caso il merito del salvataggio di moltissimi levrieri vanno ai rifugi locali, che spesso fanno una vera e propria opera culturale mediando con i cacciatori (i galgueros) e convincendoli a portare i cani non voluti in rifugio invece che impiccarli o gettarli nei pozzi (altra pratica molto in voga).
Dopo la chiusura dei cinodromi di Roma e Napoli e la conseguente emergenza relativa alla sistemazione dei cani rimasti senza “lavoro”, in Italia è nato l’interesse per le sorti di questa razza e piano piano sono sorte molte associazioni che si occupano di trovare una casa e una famiglia sia ai greyhound fuoriusciti dal business delle corse (provenienti principalmente da Irlanda e Inghilterra) che ai galgos provenienti dalla Spagna. Una menzione particolare va all’associazione Pet Levrieri, con base a Milano, che, oltre a far adottare questi sfortunati cani, si batte attivamente per la chiusura dei cinodromi, sostenendo i gruppi locali che manifestano e si fanno portavoce della causa dei greyhound fino in Parlamento e scegliendo i cani solo da rifugi che non prendono alcun tipo di sovvenzione dall’ente corse, combattendo quindi in maniera effettiva il sistema; l’impegno di Pet Levrieri è forte anche in Spagna, dove collabora con gli animalisti locali e manda periodicamente dei delegati a dare una mano concreta. E’ importantissimo fare informazione e il sogno di Pet Levrieri, e anche il nostro, è che non ci siano più cani bisognosi di adozione perchè vorrebbe dire la fine della vergogna dei cinodromi e dei galgueros.

a cura di Ylenia e Laura - Asilo Can Can - http://www.asilocancan.it/

Il cane e l'alimentazione casalinga
Il bon ton in area cani
Incontro tra cani al guinzaglio