Il Border Collie qualche anno fa veniva chiamato “il cane di Infostrada” o “il cane di Fiorello”, sebbene queste definizioni non siano ovviamente esatte, denotavano un certo interesse nei confronti di questa razza che ora è diventata molto di moda anche nel nostro paese. Partiamo dall’origine del nome per

capire meglio questo bel cane.

Il Border Collie ha origine nella zona di confine tra Scozia e Inghilterra, da qui il nome “border”, cioè “confine” in lingua inglese, e nasce come cane da gregge, infatti alcuni dei nomi nel lontano passato erano “Farm dog” o “Working collie”, dove Collie sta per “utile”, cioè una razza che ben si presta a lavorare nei contesti più disparati.

Il Border Collie fa parte dei cani da pastore (classificazione FCI gruppo1: cani da pastore e bovari) lavora con il gregge e mette in atto le prime sequenze predatorie come se dovesse attaccare il gregge ma senza mai arrivare a farlo ovviamente. Questo spinge il gregge a muoversi per evitare il possibile attacco, e sotto lo sguardo rigido e prudente del pastore (a due zampe) il gregge si muove nella direzione indicata.

Questa razza di cane è stata impiegata nei tempi odierni per discipline molto dinamiche e attive, come l’agility, disc dog e altre molto cinetiche che possono essere rese possibili grazie alla sua vivacità, motivazione collaborativa, e grande prestanza fisica. Questa è un po’ una lama a doppio taglio. Mi spiego: essere molto adrenalinici e aver voglia di fare non vuol dire essere SEMPRE in questo stato della mente e del corpo. Un border che viene portato ad eccessivi stati competitivi e fisici può sviluppare fissità cognitive che portano il cane ad uno stato di disagio profondo.

Questa razza ha grande necessità di lavorare… gli piace essere impegnata in un’attività in linea con la sua motivazione originaria, quindi il proprietario ideale è una persona DINAMICA e deve aver voglia di METTERSI IN GIOCO. Bando alla pigrizia il border collie ha bisogno di movimento quotidiano di qualità, possibilmente in un grande parco (no area cani) e settimanalmente delle uscite in contesti adeguati come una bella passeggiata in montagna.

La sua motivazione predatoria deve essere assolutamente disciplinata e contestualizzata, per evitare che si verifichino derive comportamentali tipo correre dietro alle biciclette o ai runners, peggio dietro a bambini urlanti. Spesso vedo nei parchi proprietari che tirano palline ai propri cani (spesso border collie) anche per un’ora pensando di soddisfare il loro bisogno o pensando di farli divertire, facciamo un attimo di chiarezza: se il vostro cane rincorre per un tempo troppo lungo la pallina è perché non gli è stato dato modo di conoscere altro e questo lo porta a chiudersi sempre di più in un’attività che si ripete sempre nelle stesse modalità delineando un contorno quasi autistico del cane.

Se vivete in contesti che vi possono aiutare ad esempio in collina o in montagna tanto meglio per voi e per il vostro compagno, e se vivete in città sappiate che la noia e gli spazi e i tempi ristretti sono poco adeguati a un cane molto attivo come il border collie, ma non disperate proprietari cittadini!! Molte attività di sheep dog sono organizzate da molte associazioni e allevatori, e potreste prendere in considerazione l’idea di parteciparvi e scoprire che non solo piace al vostro amico di “Infostrada”…

a cura di Elisabetta Mariani educatore cinofilo - Tambra – http://www.asdtambra.it/index.html

Insieme da una vita…o forse due
I nostri primi 10 giorni…..
Sleddog: l’arte di correre sulla neve