L’amicizia che lega l’uomo al cane risale ai tempi antichi, quando la nostra specie usava la clava e l’agricoltura iniziava a fare capolino nel “menage” famigliare.

I primi fossili di crani umani e cani risalgono al periodo neolitico, quasi 10.000 anni fa, ma ultimamente alcuni studiosi hanno scoperto nell’odierna Etiopia delle ossa appartenenti a quello che era una volta un cane, quindi molto simile ad un dingo, che risalgono a ben 33.000 anni fa.

Gli studiosi che si occupano di co-evoluzione speculano sulle possibili teorie di come l’uomo e il cane sono diventati “coinquilini delle stessa era” e ci possono essere molteplici scenari.

Bob Wayne, dell’Università della California sostiene che non si può attribuire a verità una sola teoria ma che tutte sostengono, a differenti livelli, la complessità biologica di questo connubio.

Una delle prime speculazioni sostiene che il primo avvicinamento del lupo (progenitore dell'odierno cane) fosse dovuto ad una sorta di mutuo beneficio, gli accampamenti dell’uomo producevano rifiuti di cibo e, in tempi difficili come l’inverno o l’inizio della terza glaciazione, avere a disposizione dei resti da mangiare faceva comodo. L’uomo, dal canto suo, comprende che avere un predatore così efficiente come amico può essergli utile come guardiano e sentinella dell’accampamento.

Altra scuola di pensiero sostiene che è stato l’uomo, nella sua indole di predatore primario, a catturare dei cuccioli di lupo per sfruttarne le capacità difensive, crescerli modificando la loro genetica e specializzandoli nelle varie attività di cui aveva bisogno.

James Serpell nell’ultima edizione del “Canine Science Forum” smentisce questa teoria introducendo il concetto di “bisogno emotivo” da parte dell’uomo, sfatando il mito dell’uomo “ delle caverne” e che “non deve chiedere mai”. L’uomo del neolitico, o anche prima, vive in piccolissime comunità, costituite da poche famiglie; cacciare lo porta a stare lontano da casa per giorni, forse settimane e in totale solitudine, aspettando la preda giusta e il momento ottimale per catturarla. Da questo concetto Serpell afferma che l’uomo sceglie la specie che dal punto di vista neotenico è più vicina a lui: il lupo. L’uomo ha bisogno di una compagnia, di un essere che gli stia accanto e condivida con lui la sua vita, sia durante la caccia che nella vita quotidiana.

Questa necessità emotiva ha creato un nuovo scenario sull’ipotesi della co-evoluzione uomo-cane.

Molte altre sono le teorie esposte da altri scienziati e, siccome si parla di molto tempo fa, nessuno potrà dirci chi ha ragione e chi no o forse la verità sta un po’ in tutte: l’unica cosa certa è che l’uomo e il cane ora sono compagni di una vita e per la vita.

a cura di Elisabetta Mariani educatore cinofilo - Tambra – http://www.asdtambra.it/index.html